Cari ricordi... 
a cura di Pierandrea Brichetti

Vent'anni fa, il 12 gennaio 1980, Edgardo Moltoni ci lasciava all'età di 84 anni mentre stava correggendo le bozze della Rivista italiana di Ornitologia nel suo studio presso il Museo di Storia Naturale di Milano: unici testimoni il suo camice nero, i cumuli di lettere, lo spezzone di sigaro tra le labbra. Lo vogliamo però ricordare così, negli anni '20 all'inizio della sua carriera al Museo di Storia Naturale di Milano e, più recentemente alla fine degli anni '70, di ritorno da un viaggio in Corsica, sempre prodigo di insegnamenti e bacchettate. Le sue lezioni di ornitologia e di vita vivono ancora nei cuori dei suoi allievi. Chi non lo ha conosciuto non può capire, ma potrà rendersi conto di quanto ha fatto per la nostra ornitologia leggendo uno dei tanti necrologi (Riv. ital. Orn. 1980, vol. 50: 172-178; Atti Soc. It. Sc. Nat. 121: 397-414) e consultando l'elenco delle oltre 530 pubblicazioni scientifiche (Riv. ital. Orn. 1980, vol. 50: 179-199). Grazie Maestro. Uno dei suoi allievi prediletti

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L'amico Checco Barbieri se n'è andato in silenzio il 22 settembre 2001. Aveva 57 anni ed era professore associato di zoologia applicata all'Università di Pavia. 
Noi del CISO lo vogliamo semplicemente ricordare come un caro amico che a suo tempo ha contribuito alla nascita e alla crescita scientifica del centro.
Ci piace ricordare quanto scrive l'ateneo pavese, al quale aveva dedicato la propria vita: "
L'entusiasmo, la passione, la generosità e l'umanità che l'hanno sempre contraddistinto mancheranno per sempre ai colleghi, agli amici e agli studenti. Lascia un vuoto incolmabile e un esempio per chi lo seguirà".
Continuare potrebbe sembrare retorico. Per questo vi consigliamo di ricordare Checco leggendo il ricordo degli amici pavesi

 Le file degli ornitologi italiani si assottigliano: l'amico Giorgio Truffi se n'è andato in silenzio nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 2004. Forse i più giovani non lo ricordano perché da qualche tempo si era ritirato nella sua Genova, consapevole che le forze lo stavano pian piano abbandonando. Io, come tutti i meno giovani che lo hanno conosciuto, preferisco ricordarlo nel pieno del suo vigore, sempre sorridente, disponibile, pronto a lottare per le proprie idee, meticoloso nelle ricerche ornitologiche. Nella sua vita si è occupato di vari aspetti dell'ornitologia ligure e nazionale. Voglio solo ricordare i suoi approfonditi studi sull'avifauna ligure, dai classici lavori faunistici ai moderni atlanti, sempre ricchi di dati bibliografici, anche di quelli storici più reconditi; per non parlare delle minuziose ricerche sulle specie parassitate dal Cuculo in Italia. Noi della COI vogliamo ricordarlo per il prezioso lavoro che ha svolto nella Commissione, dalla sua costituzione fino ad un paio di anni fa, quando si è ritirato, consapevole che macchina da scrivere e carta carbone avrebbero dovuto cedere il posto a computer e posta elettronica. Grazie Giorgio.
L'inizio del 2005 porta un'altra ventata di tristezza nella casa degli ornitologi: l'amico Mario Milone si è spento il 3 febbraio a Vicenza, lontano dalla sua terra all'ombra del Vesuvio. Da qualche tempo lottava tenacemente per rimanere ancora tra noi a parlare di uccelli, e la sua lotta era talmente serena che spesso ci faceva dimenticare i suoi gravissimi guai di salute. Gli ornitologi campani hanno perso il loro faro amico, ma siamo convinti che sapranno  far fruttare al meglio i suoi insegnamenti. Ciao Mario, gli amici del CISO ti ricorderanno prima di tutto nei loro cuori, poi rileggendoti tra gli scritti di ornitologia.
L'amico Paolo Flavio De Franceschi il 5 agosto 2006 ha intrapreso l'escursione più lunga della sua vita, tra praterie e crinali della sua amata Carnia. E' stato un attimo perderlo di vista dietro un cespuglio di pino mugo. Paolo, nato a Paluzza (UD) nel 1937, ha speso la sua vita in due direzioni: amare la sua famiglia e studiare i Tetraonidi. Con lui ho passato molte ore in allegra compagnia in occasione della redazione del primo volume della Fauna d'Italia, imparando a conoscere il suo carattere dolce e sensibile nascosto dalla scorza apparentemente dura del montanaro. Grazie alle ricerche di Paolo molti dei segreti dei Tetraonidi sono stati svelati ed anche loro, quel giorno di agosto, si sono ammutoliti per un attimo. Ciao Paolo, prima o poi ci racconterai com'è andata quest'ultima escursione.

Il 20 settembre 2006, all’età di 83 anni, si è spento a Catania Angelo Priolo, decano degli ornitologi italiani. Ornitologo fin dai primissimi anni della sua vita, ingegnere di professione, stimato nel mondo scientifico, amato da tutti quelli che lo avevano conosciuto per il suo splendido carattere. Nel periodo bellico, ancora molto giovane, in modo del tutto autodidatta, si accostò all’ornitologia, che non abbandonò mai più. Ebbe allora come riferimenti Antonino Trischitta ed Edgardo Moltoni. Da giovane aveva messo insieme una cospicua collezione di uccelli, riuscendo anche ad ottenere esemplari delle collezioni storiche di A. Pistone, Biggeri di Bibbiena, Festa di Moncalieri, Picchi di Firenze, Ragionieri di Firenze e A. Trischitta di Messina. Nel 1983 consegnò in affidamento la sua collezione al comune di Randazzo (CT) ed alla fine del 1986 i  2250 esemplari, in parte montati, in parte in pelle furono acquisiti dalla Regione Siciliana; la collezione si trova oggi presso il museo di scienze naturali di Randazzo. Si è occupato di tantissimi argomenti, in particolare delle forme geografiche, che studiò sempre con grande passione e competenza. Bruno Massa  (fotografia tratta da Riv. ital. Orn. 2006).

Il 23 novembre 2006 è scomparso  Paul Géroudet,, il grande ornitologo svizzero a cui tutti noi dobbiamo qualcosa.
Nel suo “Uccelli d’Europa” ha saputo coniugare con rara capacità un testo di assoluto livello scientifico con un’esposizione piacevolissima da leggere e molto attraente; soprattutto le descrizioni introduttive di ogni singola specie, che illustrano l’ambiente in cui essa vive e le condizioni in cui abitualmente viene osservata, rappresentano dei veri e propri quadri che fanno sentire il lettore immerso nella natura.
Oltre che grande scrittore e divulgatore della sua passione ornitologica era persona di grande sensibilità, signorilità e finezza.
Pochi giorni prima della sua scomparsa aveva partecipato in Alta Savoia al 20° Annual Meeting della Fondazione per la Conservazione del Gipeto e tutti i presenti avevano apprezzato la sua vitalità e la sua mente brillantissima, nonostante l’età. Aveva piacevolmente catturato l’uditorio ricordando i primi passi del Progetto di reintroduzione, da lui promosso insieme ad altri, e deliziato chi ha avuto il privilegio di passare con lui qualche momento, con la sua amabilità e competenza.  Paolo e Laura Fasce
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