Avocetta, vol. 28, n. 1, 2004
Abstracts
Aggression and microhabitat segregation among nesting common terns Sterna hirundo and Mediterranean gulls Larus melanocephalus
Luca
Canova, Mauro Fasola
Dipartimento
di Biologia Animale, Università di Pavia, Piazza Botta 9, I-27100 Pavia, Italy
(canova@unipv.it)
Abstract
- We studied aggressive behaviour in a mixed colony of Mediterranean gulls
and common terns. The two species bred syntopically but selected different
reproductive microhabitats. Common terns were more aggressive than Mediterranean
gulls, and aggression rate was higher towards heterospecifics than conspecifics.
In both species, aggression rates were higher during the incubation phase, fell
to a minimum when chicks rested in nests and increased again when chicks were
able to wander inside the colony. High aggression rates during the pre-hatching
phase are in agreement with theories of parental investment, while those
involving adults during the chick wandering phase could be explained by a higher
encounter rate with non-familiar adults, that induced an increase of aggressions
between territory holders. The lower aggression in the “early chicks” phase
can be explained by the increased food demand by chicks and the consequent
reduction of adults density foraging out of the colony; however, selection of
differing reproductive microhabitat can be considered as a further factor
promoting coexistence, enhancing chicks survival immediately after hatching.
Riassunto
- Aggressività e segregazione del microhabitat in sterne comuni Sterna
hirundo e gabbiani corallini Larus melanocephalus durante la
nidificazione. Sono state studiate le interazioni aggressive, sia a livello
intraspecifico che interspecifico, in una colonia mista di gabbiano corallino e sterna comune. Le specie nidificano in condizioni di sintopia ma
in microhabitat differenti. La sterna comune risulta più aggressiva rispetto al
gabbiano corallino sia nei confronti di questo che dei conspecifici, ma in
generale il tasso di aggressività è maggiore a livello interspecifico che
intraspecifico. La frequenza delle interazioni aggressive è più elevata nella
fase di cova e quando i pulcini sono in grado di abbandonare il nido, mentre è
minima, in entrambe le specie, subito dopo la schiusa. Elevati tassi di
aggressività nella fase precedente la schiusa sono in accordo con la teoria
dell’investimento parentale, mentre nella fase di escursione dei pulcini entro
la colonia l’aggressività è probabilmente favorita dall’alto tasso di
incontro con adulti non familiari. La riduzione dell’aggressività nella fase
intermedia è probabilmente spiegabile con la diminuzione di adulti nella
colonia, dovuta alle accresciute necessità alimentari dei pulcini. La selezione
di differenti microambienti riproduttivi può tuttavia giocare un ruolo nel
favorire la coesistenza, incentivando la sopravvivenza dei pulcini nella fase
immediatamente successiva alla schiusa.
Characteristics of black kite Milvus migrans nest-trees in two Italian colonies:
9-14
Alessandro Zocchi1, Laurent Lacroix2, Massimiliano
Bianchi3, Corrado Battisti4
Riassunto - Caratteristiche degli alberi nido di nibbio bruno Milvus migrans in due colonie italiane. In questa ricerca descriviamo le caratteristiche degli alberi nido utilizzati dal nibbio bruno in due differenti colonie italiane, valutando alcune fattori quali la specie arborea, la struttura della piattaforma-nido, l’altezza, il diametro e la stabilità degli alberi. Dai dati rilevati su un totale di 53 nidi, il nibbio bruno risulta nidificare preferibilmente, in entrambe le aree di studio, su piattaforme di rami "a candelabro", posizionate ad un’altezza relativa pari a circa il 70% dell’altezza dell’albero nido (indipendentemente dall’altezza assoluta dell’albero), e su alberi molto stabili. In entrambe le aree di studio, le querce Quercus spp. costituiscono le specie arboree che soddisfano maggiormente tali requisiti, anche se i nidi possono essere costruiti su altre specie di alberi con caratteristiche simili.
Biologia riproduttiva della cannaiola Acrocephalus scirpaceus in
una zona umida dell’Italia Centrale
Alessio
Quaglierini
Via
S. Alessandro, 57, 56019 Vecchiano
- Pisa (e-mail: forapaglie@libero.it)
Riassunto
- E’ stata studiata per dodici anni (1999-2003) una popolazione nidificante di
cannaiola Acrocephalus scirpaceus nel Lago di Massaciuccoli, una vasta
zona umida dell’Italia Centrale. Sono stati raccolti dati sull’ubicazione
del nido e sui principali parametri riproduttivi. La specie preferisce costruire
il nido nel fragmiteto puro, su piante giovani o al massimo di due anni d’età.
Il nido viene mediamente appeso a 3.5 steli, a 91 cm di altezza sull’acqua e a
32 cm di distanza dalle acque libere. L’acqua sotto al nido è profonda in
media 15 cm e la densità del fragmiteto è di 830 steli/m². Vengono utilizzati
per l’ancoraggio steli alti in media 231 cm e dal diametro di 0.41 cm. La
dimensione media della covata completa, 3.5 uova, è risultata inferiore
rispetto ai valori riportati in letteratura. La specie effettua regolarmente due
deposizioni, la prima tra il 4 maggio e il 21 giugno, la seconda tra il 13
giugno e l’8 agosto. Il tasso di schiusa è stato del 76.8%; il tasso
d’involo dell’82.8% (in media 1.95 giovani involati per nido) e il successo
riproduttivo complessivo del 63.6%. Complessivamente, la riproduzione è fallita
nel 23.3% dei nidi controllati. Nonostante i territori riproduttivi della
cannaiola avessero un’estensione media di 440 m², la densità complessiva nel
fragmiteto era di 261 coppie/km²; pertanto buona parte del territorio idoneo
alla riproduzione non è stato utilizzato. La popolazione nidificante non è in
diminuzione, nonostante il generalizzato degrado ambientale, perché la
cannaiola, grazie alle notevoli capacità di adattamento, al contrario del
cannareccione è in grado di utilizzare anche le fasce ecotonali e i fragmiteti
di età intermedia.
Roberto Sacchi, Paolo Galeotti, Sergio Boccola, Francesca Baccalini
Laboratorio
di Eco-Etologia, Dipartimento di Biologia Animale, Università di Pavia, P.zza
Botta 9, 27100 Pavia (roberto.sacchi@unipv.it)
Abstract
- Nest-box use by owls was examined in a large urban park northeast of
Milano (northern Italy) from 1997 to 2000. Nest-box features and several
micro- and macrohabitat variables were compared among the 89 sites which held a
nest box for at least two years consecutively. Sites were classified according
to the use of the nest box they held: unused, used for roosting and used for
breeding. The percentage of used nest-boxes increased significantly over the
four years of study, being on average 44%, but only a small fraction (12%) were used for breeding. Nest-box use was higher during winter than
during both summer and autumn, suggesting that thermal benefits might affect
nest-site selection by Tawny owls. Used nest-boxes were located higher on trees
and were settled in younger wood patches than unused nest boxes. Tawny owls
appear to prefer natural cavities to artificial nests for breeding in our study
area, while out of the breeding season nest-boxes are often used as shelters.
The preference for nest-boxes higher than 6 m suggest that Tawny owls might
select higher nest-boxes as a part of a protection strategy against human
disturbance, which is very high in the Park of Monza.
Riassunto - Frequenza di occupazione e variabili ambientali che influenzano l’utilizzo delle cassette nido nell’allocco Strix aluco. Tra il 1997 e il 2000 abbiamo studiato l’utilizzo di nidi artificiali da parte dell’allocco all’interno del Parco di Monza (750ha). Per ciascuno degli 89 siti che hanno ospitato una cassetta nido per due anni consecutivamente sono state rilevate quattro variabili di microhabitat, relative al nido e alla pianta a cui era fissata la cassetta nido, e cinque variabili di macrohabitat, relative alla chiazza di bosco in cui la cassetta nido era collocata. I siti di posizionamento sono stati suddivisi in: siti con cassetta nido non utilizzata, siti con cassetta nido utilizzata come posatoio e siti con cassetta nido utilizzata per la riproduzione. La percentuale di utilizzo delle cassette nido è aumentata significativamente nel corso dei quattro anni di studio, (in media ogni anno il 44% dei nidi è stato utilizzato dagli allocchi), ma solo in 11 casi (12.4%) la cassetta nido è stata utilizzata per la riproduzione. Le cassette nido utilizzate erano quelle rimaste nel sito per un periodo più lungo, erano fissate a maggiori altezze sulle piante ed erano collocate in boschi più giovani rispetto a quelle non utilizzate. Nella nostra area di studio, pertanto, gli allocchi preferiscono le cavità naturali per la riproduzione, mentre le cassette nido sono utilizzate come riparo soprattutto durante il periodo invernale. La preferenza per cassette nido collocate ad altezze superiori ai 6 m potrebbe riflettere la ricerca attiva da parte dei rapaci di siti di nidificazione o riparo meno esposti al disturbo antropico, che nel Parco di Monza è estremamente intenso.
Short communication
Partial albinistic cases in adult and juvenile Cory’s shearwaters
Calonectris diomedea: 31-32
Dietrich
Ristow, Ludger Witte
Pappelstraße
35, D-85579 Neubiberg, Germany (dietrich.ristow@t-online.de)
Riassunto - Osservazioni di albinismo parziale in berta maggiore Calonectris diomedea. In questa nota riportiamo due osservazioni di albinismo parziale in berta maggiore. Il primo caso riguarda un maschio adulto, che ha mostrato una singola timoniera albina per almeno 4 stagioni riproduttive consecutive. Il secondo concerne un pulcino (femmina) al nido, che presentava una ampia distribuzione asimmetrica di remiganti e copritrici depigmentate su entrambe le ali.
Osservazioni sulle modalità della migrazione primaverile dei rapaci
a Capo d'Otranto
Guido Premuda[1],
Ugo Mellone2, Leonardo Cocchi3
Abstract - Spring raptor migration routes at Capo d'Otranto (Apulia, Southern Italy). Capo d’Otranto is one of the most important sites for monitoring spring raptor migration in Italy. Despite this, migratory routes over the Otranto Channel are not completely clarified. During a preliminary survey in April 2002, we detected a new watch-point for monitoring raptors migrating both northwards, up the Italian peninsula, and north-eastwards, across the Adriatic Sea towards the Balkans. This point also allowed us to check for possible migration routes over the Otranto Channel, from the Balkans towards Italy. Between 20 and 29 April 2003, 441 raptors were recorded: 17.2% of them (76 indd.) crossed the Adriatic Sea, while the others (82.8%) migrated up the coast. We did not observe any bird coming from the Balkans. The observations reported do not confirm hypotheses of migrating raptors coming from Balkans and of migration pathways from Albania and Greece. The new watch-point allows for closer views of migrating raptors and easier species identification, particularly the Lesser Kestrel Falco naumanni. As such, it has emerged as a very important site for monitoring the spring migration of this species.
The
autumn migration strategies of adult and juvenile short-toed eagles Circaetus gallicus in the central Mediterranean
1
Via Carlo Alberto 4, I-89046 Marina di Gioiosa Jonica (RC), Italy (nicolantonioa@tiscalinet.it);
2 c/o LIPU Liguria, Salita delle Battistine 14, I-16125 Genova, Italy;
3 Via Mario Fioretti 18, I-00152 Roma, Italy; 4 Via G. P.
da Palestrina 20, I-40141 Bologna, Italy; 5 LIPU Alcamo, Via G.
d’Arco 2, I-91011 Alcamo (TP), Italy
Riassunto
-Le strategie di migrazione autunnale di adulti e giovani di biancone Circaetus
gallicus nel Mediterraneo centrale. Durante la migrazione autunnale, i
bianconi nidificanti in Italia centrale utilizzano una rotta "ad arco",
attraversando il Mediterraneo sullo Stretto di Gibilterra. Inizialmente questa
rotta prevede una migrazione verso NNW, lungo il versante occidentale
dell’Italia centrale. In questo studio abbiamo analizzato la migrazione
autunnale del biancone nelle Alpi Apuane (Italia centrale), in relazione alle
differenti classi di età. Nel periodo 15-26 settembre 2001 sono stati contati
351 individui in 108 ore di osservazione, ed è stato stimato il passaggio di
272 adulti, 23 immaturi e 56 giovani. I bianconi tendevano a migrare in gruppi,
comprendenti in media 3.5 individui (N
= 77 gruppi); almeno in 17 casi i gruppi contenevano sia adulti che giovani. La
bassa percentuale di giovani riportata sulle Alpi Apuane, unitamente al tardivo
passaggio di decine di questi attraverso il Canale di Sicilia, sembra suggerire
che solo parte dei giovani appartenenti alla popolazione nidificante in Italia
centrale apprenda la rotta "ad arco" seguendo gli adult
Rubriche
Commissione
Ornitologica Italiana (COI). Report 17: 41-44
A cura di P. Brichetti & D. Occhiato
Abstract
- The
following species were accepted for Italy (Cat. AERC: A - List 1A, 1B):
Puffinus
griseus
(Tuscany 2003), Accipiter brevipes (Marche 2003), Charadrius
leschenaultii/mongolus (Tuscany 2002), Larus (fuscus) heuglinii (Sicily
2001), Streptopelia senegalensis (Linosa, Pelagie Is. 2003,
Pantelleria 2003), Phylloscopus proregulus (Puglia 2002), Phylloscopus
humei (Friuli-Venezia Giulia 2003).
The following ones were not accepted (Cat. AERC: D, E - List 2A, 4): Anas
erythrorhyncha (Sicily 2003), Anas poecilorhyncha (Umbria 2003), Accipiter
brevipes (Marche 2001), Vanellus spinosus (Lombardy
2003), Vanellus armatus Piedmont 2003), Phalaropus tricolor (Sardinia
2002), Xema sabini (Campania 1977), Larus pipixcan (Sicily 1977), Phylloscopus
(sindianus) lorenzii (Emilia-Romagna 2003), Acridotheres tristis
(Umbria 2003, Latium 2003), Acridotheres ginginianus (Tuscany 2003).
The following ones were suspended (List 3):
Popolazioni
di uccelli acquatici nidificanti in Italia - Resoconto 2001: 44-48
A cura di Lorenzo Serra & Pierandrea Brichetti
Recensioni: 48-50
Ornitologia
italiana su riviste straniere: 50-52
A cura di Alberto Sorace
News: 52-53
Avocetta, vol. 28, n. 2, 2004
Abstracts
Secondo
bollettino del progetto MITO2000: valutazioni
LORENZO
FORNASARI1,
ELISABETTA
DE CARLI2,
LIA BUVOLI2,
TONI MINGOZZI3,
PAOLO PEDRINI4,
1Dipartimento
di Scienze dell’Ambiente e del Territorio, Università di Milano Bicocca,
Piazza della Scienza, I 20126 Milano
Abstract
–
Second bulletin of the MITO2000 program: an appraisal of the methodology to
obtain interannual population
Nightingale
Luscinia
megarhynchos survival rates in relation
GIOVANNI
BOANO1,
ANNA BONARDI2,
FABRIZIO SILVANO3
1Museo
civico di Storia naturale, C.P. 89, I 0022 Carmagnola (TO), Italy (gboano@tiscali.it);
2Dipartimento
di Biologia
Abstract
–
Survival rates of breeding adult nightingales were estimated by capture–mark–recapture
data, collected from
Short
communications
Waterbird
abundance in a residual wetland of Central Italy during two
CORRADO
BATTISTI,
ALBERTO SORACE,
EGIDIO DE ANGELIS,
CARLO GALIMBERTI,
NARCISO
Riassunto
-Abbondanza degli uccelli
acquatici in una
Densità
invernale della ghiandaia Garrulus glandarius in boschi di cerro
FABIO
SCARFÒ,
MARZIO ZAPPAROLI
Abstract
-Winter
density of European jay Garrulus
glandarius
Alimentazione
del lanario Falco biarmicus feldeggii in Sicilia
SALVATORE
GRENCI,
MASSIMILIANO DI VITTORIO
Abstract
– Diet
of the lanner Falco biarmicus feldeggii in
Rubriche
Commissione
Ornitologica Italiana (COI). Report 18: 97-102
A cura di Lorenzo Serra & Pierandrea Brichetti
Recensioni: 102-103
Ornitologia
italiana su riviste straniere: 103-107
A cura di Alberto Sorace
News:
108